Caricamento...

Andria365 Logo Andria365

Valenzano, al via AgriBari: impianto agrivoltaico UniBa-Statkraft

21/04/2026

Valenzano, al via AgriBari: impianto agrivoltaico UniBa-Statkraft

Sono partiti a Valenzano, nel Barese, i lavori per la realizzazione di “AgriBari”, l’impianto agrivoltaico sperimentale promosso da Statkraft insieme all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Il progetto, sviluppato con il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti, nasce come piattaforma di ricerca sul campo per misurare con metodo scientifico gli effetti della coesistenza tra colture agricole e produzione di energia solare. L’intervento sorgerà nell’Azienda didattico-sperimentale “P. Martucci”, nel territorio di Valenzano, e rappresenta uno dei tasselli più rilevanti del percorso di studio che l’ateneo barese ha avviato sull’agrivoltaico applicato ai contesti agricoli mediterranei.

Un progetto pilota da 200 kWp su 1,5 ettari

AgriBari avrà una potenza complessiva di 200 kWp e interesserà una superficie di circa 1,5 ettari. La durata prevista è di quattro anni, con possibilità di proroga, e l’obiettivo dichiarato è produrre dati scientifici replicabili in altri territori caratterizzati da condizioni climatiche e agricole simili. L’energia generata dall’impianto sarà destinata in via prioritaria all’autoconsumo dell’Università di Bari, mentre l’eventuale quota eccedente sarà immessa nella rete elettrica.

L’impianto è stato concepito per valutare lungo l’intero ciclo di vita del progetto i possibili effetti sulle coltivazioni, in particolare orticole e arboree, e sulla resa energetica del sistema. Il piano di ricerca si muove su più livelli e mette insieme agronomia, meccanizzazione agricola, ottimizzazione energetica e sostenibilità ambientale, con l’intenzione di capire quali soluzioni possano risultare davvero efficaci, sostenibili sul piano economico e applicabili su scala più ampia.

Colture, macchine agricole e sensori sotto osservazione

Il cuore della sperimentazione sarà la verifica concreta della compatibilità tra fotovoltaico e attività agricola. I ricercatori analizzeranno l’impatto dei pannelli su resa, qualità e aspetti fenologici delle colture, oltre che sulle condizioni microclimatiche del suolo. Un’attenzione specifica sarà riservata anche alla possibilità di utilizzare macchine agricole standard all’interno dell’area interessata dall’impianto, così da verificare se la presenza delle strutture fotovoltaiche possa convivere con le normali pratiche colturali senza compromettere l’efficienza operativa.

Il progetto prevede anche il test di sensori avanzati, sistemi di monitoraggio, robot e strumenti di Agricoltura 4.0. Sul versante energetico saranno monitorate le prestazioni dell’impianto e il fenomeno del soiling, cioè l’accumulo di polvere, sabbia, polline e altri materiali sulla superficie dei pannelli, elemento che può incidere sulla capacità produttiva del sistema. Il piano agronomico comprende la sperimentazione di colture orticole e arboree, inclusa la vite, selezionate per la loro rilevanza nel contesto agricolo locale.

Due configurazioni agrivoltaiche e campi di controllo

Uno degli aspetti più significativi di AgriBari riguarda la presenza di due differenti configurazioni agrivoltaiche. La prima prevede pannelli collocati a circa 2,1 metri di altezza, in una soluzione elevata pensata per facilitare le operazioni agricole. La seconda utilizza invece una configurazione standard, con pannelli posti a circa 0,9 metri. A queste due tipologie si affiancheranno campi di controllo privi di fotovoltaico, indispensabili per confrontare i risultati e misurare con maggiore precisione gli effetti della co-localizzazione tra energia e agricoltura.

Secondo Bernardo Ricci Armani, Country Manager Italy di Statkraft, il progetto rappresenta un passaggio decisivo nella sperimentazione sul campo di una tecnologia che occupa una parte centrale della pipeline solare del gruppo in Italia. Per l’azienda, AgriBari è anche uno dei cinque progetti pilota sviluppati a livello globale per perfezionare la metodologia di calcolo del biodiversity net gain, cioè l’eventuale beneficio netto prodotto sulla biodiversità.

Biodiversità, ricerca applicata e ricadute sul territorio

L’impianto prevede infatti un monitoraggio continuativo della qualità ecologica del sito e degli effetti dell’agrivoltaico sulla biodiversità. Nel corso dei quattro anni saranno osservati indicatori relativi a piante, impollinatori, suolo, fauna e avifauna, con l’obiettivo di capire se e in quale misura l’impianto possa contribuire a preservare la funzionalità agricola del terreno e la complessità dell’ecosistema. L’analisi sarà condotta anche attraverso la piattaforma XNatura, realizzata da 3Bee, società specializzata nel monitoraggio e nella tutela della biodiversità.

Per Francesco Santoro, responsabile scientifico del progetto e delegato del Rettore per il Patrimonio Edilizio, AgriBari consentirà di verificare sul campo se la produzione agricola possa integrarsi con sistemi innovativi di meccanizzazione, mantenendo qualità delle lavorazioni e continuità delle pratiche colturali. Allo stesso tempo, il progetto viene indicato come un esempio concreto di valorizzazione del patrimonio universitario e di efficientamento energetico coerente con gli obiettivi del Green Deal europeo.

La realizzazione dell’impianto è stata affidata a Greenergy, mentre il progetto si fonda sulle competenze sviluppate dal Di.S.S.P.A. in oltre vent’anni di attività nel settore dell’agronomia e della meccanizzazione agricola. I risultati della ricerca serviranno a migliorare la progettazione dei futuri impianti agrivoltaici, affinando configurazioni e gestione delle colture in una prospettiva che punta a tenere insieme transizione energetica, tutela del suolo e sostenibilità agricola.

Fabiana Fissore Avatar
Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.