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Ruvo di Puglia, incendio doloso in un bene confiscato: “Non ci fermeremo”

16/04/2026

Ruvo di Puglia, incendio doloso in un bene confiscato: “Non ci fermeremo”

Un nuovo episodio colpisce il percorso di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata in Puglia. A Ruvo di Puglia, in via Bisceglie, un immobile sottratto alle mafie è stato danneggiato da un incendio doloso, il secondo in meno di un anno. La struttura era recentemente al centro di un progetto di recupero finanziato con un milione di euro nell’ambito del programma Puglia Beni Comuni.

A commentare l’accaduto è stata l’assessora regionale alla Cultura e alla Legalità Silvia Miglietta, che si è recata sul posto insieme al sindaco Pasquale Chieco. Le parole sono nette: l’episodio viene interpretato come un tentativo di ostacolare un percorso di restituzione alla collettività che ha un valore simbolico e concreto.

Un progetto di accoglienza e dignità sociale

L’immobile oggetto dell’incendio non rappresenta un intervento isolato, ma si inserisce in una strategia più ampia che punta a trasformare i beni confiscati in spazi di utilità pubblica. Nel caso specifico, la struttura avrebbe dovuto diventare un punto di accoglienza per lavoratori stagionali, offrendo condizioni dignitose a centinaia di persone impiegate ogni anno nei territori di Ruvo, Corato e Terlizzi.

Secondo quanto evidenziato dall’assessora Miglietta, colpire questi luoghi significa tentare di fermare un modello che mette al centro diritti, inclusione e legalità concreta. Non si tratta quindi soltanto di un danno materiale, ma di un segnale che mira a intimidire un processo di cambiamento già avviato.

Una strategia regionale contro le mafie

Il progetto rientra in un programma regionale più ampio, che prevede tredici interventi finanziati con undici milioni di euro nell’ambito del PR Puglia 2021-2027. L’obiettivo è restituire alla collettività immobili sottratti alla criminalità, trasformandoli in centri di socialità, laboratori e presìdi di cittadinanza attiva.

La strategia è costruita in collaborazione con enti locali, associazioni e reti impegnate nella promozione della legalità, tra cui Avviso Pubblico e Libera. Un lavoro condiviso che punta a rafforzare la presenza dello Stato e delle istituzioni nei territori più esposti.

La risposta delle istituzioni

Nonostante l’episodio, la Regione Puglia ha confermato la volontà di proseguire senza esitazioni. Il finanziamento è già stanziato e il progetto resta operativo. L’assessora Miglietta ha ribadito il sostegno alla comunità locale e all’amministrazione comunale, sottolineando come il riutilizzo sociale dei beni confiscati rappresenti una delle forme più concrete di contrasto alla criminalità organizzata.

La vicenda di Ruvo di Puglia si inserisce in un contesto più ampio in cui il recupero dei beni confiscati assume un valore che va oltre la riqualificazione urbana: diventa strumento di costruzione sociale, occasione di sviluppo e segnale di presenza istituzionale nei territori.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.