Puglia, 39,6 milioni ai Comuni per case dignitose ai migranti
21/04/2026
Un investimento da 39,6 milioni di euro per trasformare immobili comunali in soluzioni abitative destinate ai migranti regolari che vivono e lavorano in Puglia, con l’obiettivo di ridurre marginalità, insediamenti informali e rischio di sfruttamento. Si chiama “Puglia Accogliente” l’Avviso pubblico presentato questa mattina dalla Regione Puglia, una misura che punta a rafforzare l’integrazione socio-abitativa e a contrastare, anche sul piano preventivo, fenomeni collegati al caporalato.
Il bando della Regione per superare baraccopoli e accoglienza precaria
L’iniziativa è gestita dalla Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le Migrazioni e Antimafia Sociale ed è stata illustrata in conferenza stampa dall’assessora regionale alla Cultura e Conoscenza Silvia Miglietta, dal dirigente Vitandrea Marzano e dalla responsabile unica del procedimento Luisa Boccardi, alla presenza dei rappresentanti delle Prefetture pugliesi e di Anci Puglia. Il quadro di partenza è noto da tempo: in diverse aree del territorio regionale, soprattutto nelle zone agricole, persistono insediamenti informali composti da baracche, case sparse e sistemazioni precarie in cui vivono lavoratori stranieri spesso esposti a forte vulnerabilità sociale.
Secondo la mappatura dell’Osservatorio regionale sull’immigrazione “Alessandro Leogrande”, in Puglia risultano 35 insediamenti informali, circa il 70 per cento dei quali concentrati nel Foggiano. Qui, attorno ai poli più noti di Borgo Mezzanone e Torretta Antonacci, vivono circa 4 mila persone in condizioni di grave deprivazione sanitaria, sociale e abitativa. La misura varata dalla Regione nasce proprio per offrire un’alternativa concreta a questo scenario e per favorire l’accesso a un alloggio stabile, inserito nel tessuto urbano e non confinato ai margini del territorio.
Fino a 3 milioni per progetto, ogni Comune può presentarne tre
L’Avviso finanzia interventi di rifunzionalizzazione di immobili pubblici di proprietà comunale oppure concessi da soggetti privati in comodato per almeno dieci anni. Le proposte potranno riguardare appartamenti diffusi nei borghi segnati dallo spopolamento, ex mattatoi comunali, edifici dismessi, ville confiscate e anche patrimonio immobiliare privato o ecclesiastico sottoutilizzato, purché messo a disposizione degli enti locali secondo i requisiti previsti dal bando.
Ogni Comune potrà candidare fino a tre proposte. Il contributo massimo concedibile per ciascun progetto è fissato in 1,5 milioni di euro, ma potrà aumentare di 35 mila euro per ogni posto letto aggiuntivo oltre la soglia minima prevista, fino a raggiungere un tetto complessivo di 3 milioni di euro. Gli immobili finanziati dovranno garantire l’ospitalità di almeno 40 persone migranti e saranno chiamati a integrare residenzialità e spazi comuni, secondo soluzioni come miniappartamenti, minialloggi e foresterie capaci di rispondere anche a bisogni relazionali, sociali e formativi.
Valutazione dei progetti: priorità ai territori più esposti
I progetti saranno esaminati in base al loro grado di cantierabilità, al livello di progettazione raggiunto, alla qualità architettonica, alla capacità di inserirsi nel contesto urbano e alla solidità dell’analisi sul fabbisogno sociale locale. Saranno presi in considerazione anche la mixité funzionale degli ambienti previsti e il coinvolgimento degli enti del terzo settore nella futura gestione delle strutture. Un punteggio premiale è previsto per i Comuni più vicini agli insediamenti informali, cioè quelli che affrontano con maggiore urgenza il nodo delle sistemazioni abitative precarie.
Per la Regione, la casa non rappresenta il punto finale di un percorso di inclusione, ma il suo avvio. È questa la linea indicata dall’assessora Silvia Miglietta, che ha definito il bando uno strumento decisivo per aiutare i Comuni a offrire soluzioni abitative dignitose ai migranti impiegati nei territori pugliesi e a sottrarli alle reti dello sfruttamento lavorativo. Un alloggio stabile, nella lettura della Giunta regionale, produce effetti che vanno oltre il piano sociale: può incidere sulla sicurezza pubblica, ridurre la marginalità e rafforzare la coesione delle comunità locali.
Prefetture e Anci: “Occasione concreta per legalità e integrazione”
Attorno all’Avviso si è registrato un sostegno istituzionale ampio. Il prefetto di Bari Francesco Russo ha richiamato il valore strategico del progetto, sostenendo che la disponibilità di alloggi dignitosi per i migranti rappresenta una delle sfide più rilevanti per i territori e può produrre effetti positivi anche sul fronte dell’ordine pubblico. Un invito ai Comuni a partecipare è arrivato anche dagli altri rappresentanti delle Prefetture pugliesi, che hanno sottolineato tanto la necessità di prevenire situazioni di marginalità quanto l’urgenza di accompagnare gli enti locali nella fase di progettazione.
Dalla Bat, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto è arrivata una convergenza sostanziale sul fatto che il bando possa diventare uno strumento utile non soltanto per dare risposta ai bisogni abitativi, ma anche per riqualificare spazi urbani e centri storici, recuperare immobili abbandonati e consolidare percorsi di legalità. Nel Foggiano, in particolare, il nuovo Avviso si inserisce in un contesto già segnato da interventi in corso sul tema dell’accoglienza, a partire dal percorso di riconversione dell’ex Cara in Villaggio dell’Accoglienza.
Anche Anci Puglia, con il delegato alle Politiche migratorie Felice Addario, ha assicurato il proprio supporto nel rapporto tra Regione e Comuni, con l’obiettivo di accompagnare gli enti locali nella costruzione di progetti capaci di trasformare le risorse disponibili in interventi concreti. Il bando, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia numero 30 del 16 aprile 2026, si inserisce nella Priorità 8 “Welfare e salute” del PR Puglia 2021-2027 e finanzia infrastrutture abitative destinate ai migranti in una chiave che prova a tenere insieme accoglienza, rigenerazione urbana e sviluppo territoriale.
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