Sicurezza stradale e innovazione: in Puglia il drone intelligente che accelera i soccorsi
19/03/2026
Nel contesto della sicurezza stradale, dove ogni minuto può determinare l’esito di un intervento, la tecnologia sta iniziando a incidere in modo concreto sui modelli operativi del soccorso. A Bari, nell’area di Lama San Giorgio, è stato presentato un progetto rilevante: un drone dotato di intelligenza artificiale progettato per supportare le operazioni di emergenza su strada, in particolare nelle situazioni più complesse.
La dimostrazione pratica, costruita attorno alla simulazione di un incidente motociclistico, ha coinvolto Polizia Locale, personale del 118 e operatori istituzionali, mostrando un utilizzo integrato del dispositivo. Il progetto, denominato VISTA, nasce da una collaborazione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Università degli Studi di Bari, con il contributo dell’ASL Bari, delle forze locali e delle associazioni delle vittime della strada.
Come funziona il drone e perché può fare la differenza
Il cuore del sistema è una tecnologia di visione artificiale avanzata, basata su algoritmi di computer vision capaci di analizzare l’ambiente in tempo reale. Il drone non si limita a sorvolare l’area dell’incidente: elabora le immagini, riconosce persone e individua soggetti dispersi anche in condizioni critiche, come scarpate, vegetazione fitta o aree non visibili dalla carreggiata.
Questo approccio consente di superare uno dei limiti principali degli interventi tradizionali, ovvero la difficoltà di localizzare rapidamente i feriti. In scenari complessi, dove l’accesso diretto è ostacolato, il drone diventa un’estensione operativa degli operatori, anticipando le informazioni e orientando le squadre di soccorso.
Il valore aggiunto risiede nella velocità di acquisizione dei dati e nella loro immediata trasmissione: le immagini possono essere condivise in tempo reale con le centrali operative, permettendo decisioni rapide e mirate.
La “golden hour” e la riduzione dei tempi di intervento
La cosiddetta “golden hour” rappresenta il periodo più delicato successivo a un incidente, in cui la tempestività delle cure incide sulle probabilità di sopravvivenza. Ridurre anche pochi minuti i tempi di individuazione e intervento può cambiare radicalmente l’esito di un’emergenza.
È su questo punto che il progetto VISTA concentra la sua funzione strategica. Come evidenziato dall’assessore regionale Raffaele Piemontese, la sfida non riguarda solo la diminuzione degli incidenti, ma la capacità di intervenire efficacemente.
Il drone colma il divario tra l’arrivo dei soccorsi e la localizzazione dei feriti, soprattutto in contesti isolati o difficili da raggiungere. La tecnologia non sostituisce l’intervento umano, ma ne amplifica l’efficacia, aumentando le probabilità di successo.
Dalla sperimentazione alla politica pubblica
Il progetto si inserisce nel Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030, nel pilastro dedicato alla gestione post-incidente. La sua natura sperimentale rappresenta il primo passo verso un’applicazione su scala più ampia, con l’obiettivo di trasformare la tecnologia in standard operativo.
Le prospettive di sviluppo riguardano:
- Strade ad alta incidentalità
- Periodi di maggiore traffico, come la stagione estiva
- Integrazione stabile nei protocolli delle centrali operative
L’elemento decisivo sarà costruire un sistema coordinato tra istituzioni, sanità e ricerca, in grado di sostenere l’adozione su larga scala.
L’esperienza pugliese assume il valore di un laboratorio avanzato. La collaborazione tra università, amministrazioni pubbliche e operatori del soccorso ha prodotto una soluzione concreta, già testata sul campo, replicabile in altri contesti territoriali.
La direzione appare definita: utilizzare l’innovazione per intervenire dove il margine di miglioramento è più stretto e determinante. Quando la tecnologia riduce la distanza tra incidente e soccorso, il suo impatto smette di essere teorico e diventa immediatamente misurabile.
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