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Forum Confcommercio, D’Ingeo: “La Puglia può essere protagonista”

13/04/2026

Forum Confcommercio, D’Ingeo: “La Puglia può essere protagonista”

Il Forum internazionale di Confcommercio in programma a Roma il 14 e 15 aprile si annuncia come un appuntamento di particolare rilievo in una fase segnata da forti tensioni economiche, ridefinizioni geopolitiche e nuove domande rivolte ai territori. A leggere l’evento in questa chiave è Vito D’Ingeo, presidente di Confcommercio Bari e BAT e Confcommercio Puglia, che individua nei temi al centro del confronto – governance economica, competitività, formazione, lavoro e nuovi equilibri internazionali – gli stessi nodi che oggi chiamano in causa le economie locali e la loro capacità di dare risposte credibili.

Nella riflessione di D’Ingeo, la Puglia non occupa più una posizione laterale nei processi di sviluppo. La regione, osserva, ha ormai assunto il profilo di un sistema economico dinamico, capace di esprimere innovazione, apertura internazionale e valorizzazione delle proprie filiere produttive. È da questa consapevolezza che prende forma una lettura più ambiziosa del ruolo pugliese nello scenario europeo: non semplice area periferica che attende decisioni altrove, ma territorio in grado di contribuire alla costruzione di modelli di crescita fondati su competenze, qualità del lavoro e capacità di adattamento.

Competitività, formazione e capitale umano al centro della sfida

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di D’Ingeo riguarda il concetto stesso di competitività, che secondo il presidente di Confcommercio non può essere affrontato in termini astratti o teorici. La competitività, per essere reale, deve tradursi nella vita concreta dei territori, nei rapporti tra imprese, istituzioni e sistema formativo, nella capacità di costruire un ambiente favorevole allo sviluppo. In questa prospettiva, il capitale umano diventa il fattore decisivo: senza competenze adeguate, senza una formazione coerente con i bisogni produttivi e senza una visione che tenga insieme scuola, università e lavoro, non esiste crescita sostenibile.

Da qui il forte richiamo al tema dei giovani e della formazione, considerati non un capitolo accessorio ma un investimento strategico. In Puglia, sottolinea D’Ingeo, non mancano eccellenze accademiche e centri di competenza; ciò che occorre è metterli realmente in rete con il mondo delle imprese, così da costruire percorsi in grado di favorire un inserimento professionale più solido e coerente. Il rischio da evitare è quello della dispersione dei talenti, una dinamica che impoverisce i territori e indebolisce il loro potenziale di crescita. Per trattenere le nuove generazioni servono opportunità credibili, politiche attive del lavoro più efficaci, sostegno all’imprenditorialità e un ecosistema capace di rendere l’innovazione una possibilità concreta e non soltanto evocata.

Nel ragionamento di D’Ingeo, la qualità del lavoro passa anche da un altro snodo decisivo: la qualità dei contratti. Rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva significa, in questa visione, tutelare i lavoratori, garantire stabilità, contrastare il lavoro irregolare e creare condizioni più trasparenti anche per le imprese. La legalità contrattuale diventa dunque uno strumento di sviluppo, non soltanto di regolazione, perché contribuisce a rendere il territorio più attrattivo e a costruire relazioni economiche più solide e meno precarie.

Europa, transizioni e ruolo dei territori nella nuova fase economica

L’orizzonte entro cui si inserisce questa riflessione è chiaramente europeo. Secondo D’Ingeo, i cambiamenti geopolitici in corso stanno modificando profondamente gli equilibri globali e impongono all’Europa di rafforzare la propria capacità decisionale e la propria autonomia economica. Dentro questo scenario, i territori possono giocare un ruolo determinante, portando esperienze concrete, modelli di sviluppo sostenibili e una conoscenza diretta delle esigenze produttive. È un passaggio importante, perché ribalta una visione spesso centralistica delle politiche economiche e restituisce ai contesti locali una funzione attiva nella definizione delle strategie di lungo periodo.

Sul fronte delle imprese, l’attenzione si concentra sulle grandi transizioni che stanno attraversando il sistema economico: digitalizzazione, transizione ecologica, internazionalizzazione. Per le aziende pugliesi, osserva D’Ingeo, queste non rappresentano più opzioni da valutare, ma condizioni indispensabili per restare competitive. Le imprese hanno già dimostrato negli ultimi anni una notevole capacità di resistenza, ma oggi quella resilienza non basta più: occorre accompagnarle dentro un percorso strutturato di trasformazione, con strumenti adeguati e una strategia che non si esaurisca nell’emergenza.

In questo quadro tornano parole chiave molto concrete: accesso al credito, semplificazione amministrativa, politiche industriali mirate, visione di lungo periodo. È qui, probabilmente, che si misura la differenza tra un sistema che chiede alle imprese di adattarsi da sole e uno che invece prova a sostenerle nel cambiamento. D’Ingeo insiste proprio su questo punto: non si possono lasciare le aziende sole di fronte a sfide così complesse, perché la competitività di un territorio dipende anche dalla qualità degli strumenti pubblici e delle reti istituzionali che lo accompagnano.

Alla vigilia del Forum di Roma, il messaggio che arriva dalla Puglia è dunque quello di una regione che rivendica un ruolo pieno nel dibattito sul futuro economico europeo. Per D’Ingeo, l’appuntamento deve diventare un luogo di sintesi e di proposta, capace di mettere in relazione il livello europeo con quello nazionale e territoriale. La sfida dei prossimi anni, osserva, sarà costruire un modello di sviluppo capace di tenere insieme crescita economica, inclusione sociale e sostenibilità. Un equilibrio complesso, che non si realizza con formule astratte, ma attraverso la capacità dei territori di essere protagonisti del cambiamento, portando visione, competenze e una progettualità radicata nella realtà.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.